• Venere dei calzari

    Venere dei calzari Girolamo Campagna
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Venere dei calzari

Scultura in bronzo nell’ambito di Girolamo Campagna

Antica scultura in bronzo di fine XVI inizio XVII secolo raffigurante la Venere dei Calzari attribuibile allo scultore veneto Girolamo Campagna (Verona, 1549 – Venezia, 1625).

Le figure mitologiche od allegoriche erano uno dei soggetti preferiti dal Campagna e se ne possono trovare varie versioni dei musei più importanti del mondo.

In questa Venere si possono notare la perfezione nei dettagli, il bellissimo viso ed il corpo perfettamente modellato, cose che solo un maestro come Girolamo Campagna poteva fare in quell’epoca.

La scultura in questione è in perfetto stato di conservazione, la patina del bronzo ottima e misura 23 cm di altezza e 11 cm di larghezza.

BIOGRAFIA

Girolamo Campagna (Verona, 1549 – Venezia, 1625).

Allievo di Danese Cattaneo, fu suo collaboratore sino alla sua morte e da allora lavorò sotto la direzione del Maestro nel Monumento Fregoso in Santa Anastasia a Verona e in quello Loredan nella basilica dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia, nel quale eseguì su modello del maestro la Statua del Doge.

Il Campagna fu artista di prodigiosa fecondità che riempì le chiese di Venezia, nonché di Verona e di Padova di altari, monumenti funerari e statue. La sua vita artistica fu influenzata dal Sansovino e dal Palladio, pur con accenti già barocchegianti.

Le opere

Prima di tutto a lui appartengono le statue in stucco del Coro di San Sebastiano (1582) e quelle della Scuola Grande di San Rocco (1587), uno dei due Giganti all’entrata della Zecca (1591 – l’altro è di Tiziano Aspetti), il busto di Francesco Bassano nel Museo Civico di Bassano (1592) e anche la decorazione plastica dei monumenti dogi Marino Grimani (su architettura di Vincenzo Scamozzi) in San Giuseppe di Castello e Dolfin in San Salvatore.

Inoltre gli appartengono l’Altare del Sacramento in San Giuliano e l’Altare maggiore in San Giorgio Maggiore e il monumento al doge Pasquale Cicogna (fine XVI-inizio XVII secolo) che si trova nella chiesa di Santa Maria Assunta o dei Gesuiti.

Bellissimo anche, in quest’ultimo, l’animato gruppo bronzeo dei quattro Evangelisti che sostengono con visibile sforzo il globo terrestre, sul quale sorge la figura di Dio Padre benedicente, in un vivo, a volte violento percuotere di luci sulla frastagliata superficie metallica.

In aggiunta a Venezia tra le sue opere troviamo il San Francesco nella Chiesa di Santa Maria dei Miracoli e la Pietà nella Chiesa di San Zulian in Venezia.

Infine lavorò anche ai monumenti di Sperone Speroni e Giulia Speroni nella Cattedrale di Padova.

Degno di nota e tra i più alti capolavori del Campagna figurano le due statue bronzee dell’Annunciazione (già sul Palazzo del Consiglio a Verona, oggi nel locale museo in Castelvecchio) figure studiate in una sapiente, espressiva e non innaturale mimica e animate da un moto di trasporto sentimentale del tutto nuovo.

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