• Satiro danzante ambito Pietro Simoni da Barga

    Satiro Danzante Pietro Simoni da Barga
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Satiro danzante

Antica scultura in bronzo nell’ambito di Pietro Simoni da Barga

Antica scultura in bronzo con base in marmo del XVI secolo raffigurante un satiro danzante con in mano dei piatti attribuibile all’ambito dell’importante scultore toscano Pietro o Piero Simoni da Barga, il favorito del Gran Duca di Toscana Ferdinando dei Medici.

La scultura del satiro danzante, di eccezionale qualità tecnica ed artistica, ha come modello di riferimento una replica romana di un esemplare ellenistico del III secolo a.C. appartenente alle collezioni medicee della Tribuna di Firenze, nucleo originario del museo degli Uffizo.

La scultura in questione è in perfetto stato di conservazione, la patina del bronzo ottima e misura 25,5 cm di altezza e 13 cm di larghezza senza la base e 29 cm di altezza con la base.

BIOGRAFIA

Pietro Simoni da Barga, lo scultore prediletto da Ferdinando dei Medici

Del valente scultore cinquecentesco Pietro Simoni da Barga se n’è conosciuta l’esistenza solo nel corso del 1900, poichè la pochezza delle notizie al suo riguardo ha reso difficile affrontarne l’argomento.

Per quanto riguarda l’esistenza della sua persona se n’ebbe notizia solo nel corso del 1916, prima di quella data se n’era persa del tutto, o quasi, la memoria.

Il merito spetta allo studioso Giacomo de Nicola, il quale ravvisò in un gruppo di bronzetti conservati al Museo Nazionale del Bargello di Firenze, la mano di Pietro da Barga.
A Barga la notizia dell’importante scoperta, forse, si diffuse grazie al Prof. Cesare Biondi, che ne fece menzione nel bel saggio “Giovanni Pascoli a Barga” che gli fu richiesto per il libro “Lucca a Giovanni Pascoli” edito nel 1924.

Nell’introduzione del suo scritto, dove intrattiene il lettore sulla storia e le glorie di Barga, come scrisse, forse aspetti sconosciuti al Pascoli quando venne tra noi, citò tra le altre personalità lo scultore Pietro da Barga, evidenziando in una nota la fonte della nuova notizia, ossia, de Nicola e la rivista su cui era apparsa: “The Berlington Magazine” di Londra.

Per quanto riguarda la famiglia barghigiana cui appartenne Pietro da Barga, i Simoni, si dovette aspettare da quel 1916 più di settant’anni e la scoperta si deve ad Anna Maria Massinelli col saggio: “L’identità di Pietro Simoni da Barga”, il quale fu pubblicato nel 1987 nella rivista “Critica d’arte” curata da C.L.Raggianti. Ufficialmente spetta a lei, anche se tra gli studiosi di Barga, c’era già chi lo aveva intuito.

La Massinelli ci fornisce altre importanti notizie, come ad esempio che Pietro Simoni era operante a Roma circa gli anni 1570-1587, al servizio del cardinale Ferdinando dei Medici, poi duca Ferdinando I di Toscana, nella sua villa sul Pincio. Inoltre che non era solo un apprezzato scultore, ma anche un valido intagliatore di pietre.

I modelli che Pietro Simoni eseguiva, erano trasformati in bronzetti nella fonderia di Bastiano Tragittatore e le opere ultimate andavano ad ornare gli interni della villa Medici, parimenti le opere ricavate dall’intaglio dell’alabastro e dell’avorio – come un crocifisso di tale natura – o da pietre preziose.

Tra il ‘600 e il ‘700, trasferiti gli arredi della villa, i bronzetti di Pietro Simoni giunsero a Firenze, per poi entrare nella seconda metà del settecento nella Galleria degli Uffizi e di seguito al Bargello.

Nel 1587, con la nomina a Duca di Toscana, il cardinale Ferdinando dei Medici fece rientro a Firenze, portando con se Pietro da Barga; ed è dai documenti storici attestanti i pagamenti mensili che il Duca faceva alla sua persona che la Massinelli trovò scritto il cognome Simoni.

Di Pietro troviamo altre notizie nel libro “Bronzetti dal sec. XV al XVII” del museo del Bargello, dove dello stesso sono ammirabili diciotto opere nella sala, appunto, dei bronzetti, assieme ad altre del Bandinelli, Giambologna, ecc.

Il bronzetto rinascimentale aveva la funzione principale di memoria storica dell’arte classica e i Medici commissionavano ai loro artisti anche riproduzioni in piccolo di opere antiche: “Alla traduzione in bronzetto di opere antiche… ma anche di famose sculture moderne, come il Cristo della Minerva di Michelangelo… si dedicò in particolare Pietro da Barga, raro scultore prediletto da Ferdinando I de’ Medici”.

Pietro Angeli, noto umanista che consigliava i Medici in materia d’antichità, fu colui che condusse da Barga a Firenze Pietro Simoni.

L’importante citazione si apprende dal libro della mostra “Magnificenza alla corte dei Medici” che si tenne a Firenze nel 1997 e precisamente nella scheda dedicata allo scultore Pietro da Barga, dove è riportato, tra l’altro, un singolare fatto storico accaduto all’unica opera dello stesso esposta alla mostra e che riportiamo per far capire la sua maestria.

Pietro da Barga nel 1579 eseguì un bronzetto raffigurante Giasone, l’eroe al quale si era ispirato Cosimo. A quest’opera gli fu commissionato di unire, sulla testa di Giasone, saldandolo, un bronzetto etrusco in quel tempo ritrovato in uno scavo, raffigurante un amorino, così da comporre l’insieme mitologico: Eros che versa il nettare nella bocca di Giasone.

Perso il nome col quale l’opera era stata inventariata nel 1589 e così sapientemente composta dal nostro Pietro, col passare dei secoli fu ritenuta un capolavoro dell’arte ellenistica e nel 1800, con questa caratteristica, esposta al Museo Archeologico di Firenze.

L’autore della scheda citata, Erkinger Schwarzemberg, nota: “Il fatto che dal 1589 al 1991 nessuno abbia osato esprimere dubbi sull’autenticità del bronzetto dimostra la bravura di Pietro nell’assimilare la maniera antica”. Di Pietro Simoni da Barga il Bargello non ci ha fornito altre informazioni oltre alla citazione di sue notizie dal 1571 al 1588.

Le diciotto opere in mostra variano da trenta a cinquanta centimetri d’altezza e veramente sono, per dirla con Cesare Biondi, “scolpite con leggiadria e sicurezza di linea”.

BIBLIOGRAFIA

Articolo originale a cura di Pier Giuliano Cecchi intitolato “Pietro Simoni da Barga, lo scultore prediletto da Ferdinando dei Medici”

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