• Incendio a Beaubourg – Filippo Avalle

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Incendio a Beaubourg

Grande scultura in metacrilato (plexiglass)

Incendio a Beaubourg, opera museale di Filippo Avalle eseguita nel 1978 facente parte del ciclo “Grandi Opere”.
Dopo aver partecipato alla X Biennale di Parigi nel 1977 ed aver iniziato una nuova collaborazione con la Galleria Philippe Daverio, Avalle inizia a progettare la quarta grande opera che intitolerà “Incendio a Beauborg”.

La grande scultura in metacrilato (plexiglass) è un segno di protesta contro lo strapotere Francese nel mondo dell’arte il cui simbolo è il Centre Pompidou, che Avalle decide metaforicamente di incendiare.

La scultura ha un grosso successo e viene subito esposta dal Centro Rizzoli in Piazza del Duomo a Milano, davanti a Palazzo Reale. Successivamente viene esposta per un anno e mezzo presso il Wilhelm Lehmbruck Museum di Duisburg, su iniziativa dell’allora direttore Siegfried Salzmann e nel 1983 in occasione della mostra intitolata “Costruire l’illusione”viene esposta al Centro di Arte Contemporanea a Lione.

Tornata in Italia viene organizzata dalla Galleria Philippe Daverio una mostra antologica su Avalle dove verrà esposta per l’ultima volta per poi essere collocata come prestito temporaneo per dieci anni al Refettorio del Palazzo delle Stelline, sede espositiva del Credito Valtellinese a Milano.

La scultura misura 300 cm di lunghezza, 100 cm di altezza e 65cm di larghezza, è accompagnata dai disegni preparatori e dallo scritto di Filippo Avalle che ne certificata le esposizioni internazionali e la originalità.

STORIA

FILIPPO AVALLE
Filippo Avalle, nato a Ginevra il 13 ottobre 1947, lavora a Milano ad una complessa ricerca iconologica mediante l’uso di materiali eterogenei sviluppando una pittura chemio tecnica in plexiglas in osmosi con la scultura. Siamo a circa un anno dopo la pubblicazione del Manifiesto Blanco di Lucio Fontana, un maestro ideale, un punto di riferimento per quella che sentirà come un’eredità artistica da sviluppare.

In seguito a varie esperienze di lavoro pittorico filtrato dallo studio delle opere più importanti delle Avanguardie storiche, a metà degli anni 70 viene enunciato il progetto dell’Opera Unica da realizzarsi nell’arco di un ventennio. Viene sviluppato un rigoroso e paziente lavoro al fine di rappresentare una dimensione complessa e spettacolare della realtà contemporanea.

Dal punto di vista della storia italiana, questo appassionato progetto dell’Opera Unica rieccheggia l’aspirazione rinascimentale al capolavoro.

Il classico (civiltà del Rinascimento) ed il tecnologico (civiltà contemporanea) s’annodano in armonia reciproca.

Nel 1974 il lavori iniziano con la realizzazione della grande opera “Helma-opera labirinto”, metafora di un viaggio labirintico, preludio dell’impresa.

Dettaglio

Poi, dopo svariate opere, nel 1978 viene portato a termine “Incendio a Beaubourg”, nel 1979 “La Feroce”, e tra il 1980 ed il 1983 vengono ultimati i lavori di “Atlanta-opus epicum”.

Viene così conclusa la prima sezione dell’Opera Unica che è composta da quattro strutture e dal disegno stratigrafico progetto per “Atlanta”. La composizione d’insieme costruisce una sala che ha una pianta romboide suggerita dalla struttura narrativa  delle opere.

Le parti di questa prima sezione sono state mostrate alla Biennale di Parigi nel 1977, alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna nel 1978, alla Galleria d’Arte Moderna di Roma nel 1980, al Wilhelm Lehmbruck Museum di Duisburg (Germania) nel 1980, a palazzo Citterio (Pinacoteca di Brera) a Milano nel 1981, alla “promozione Italia” a Montreal (Canada) nel 1982, alla Biennale di Venezia nel 1982, alla Galerie mi Lenbachhaus in Monaco (Germania) nel 1983.

Nel mese di Febbraio del 1984 viene interamente presentato per la prima volta al Espace d’Art Contemporain a Lione in occasione della mostra “Costruire l’illusione”.

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