Ecce Homo

Olio su tela di Andrea Meldolla del XVI secolo

Dipinto olio su tela, raffigurante il Cristo flagellato con la corona di spine, soggetto più notoriamente conosciuto come “ Ecce Homo ”, frase con cui Ponzio Pilato presente il Cristo sofferente alla folla che chiede la sua crocefissione.

In questo quadro del sedicesimo secolo (500), di scuola veneta, probabilmente nell’ambito del pittore Andrea Meldolla detto Andrea Schiavone, questo Ecce Homo è proposto a mezzo busto nella sua iconografia classica, con il Cristo con la corona di spine, le mani legate, il mantello rosso porpora sulle spalle ed uno scettro di canna fra le mani. Da notare le gocce di sangue di un rosso acceso che rendono la scena ancora più cruenta.

Il quadro è di grandi dimensioni, in buono stato di conservazione ed è corredato di una cornice antica, con qualche piccolo difetto, non coeva.

Le misure del dipinto sono:

  • Altezza con cornice: 109 cm cm;
  • Larghezza con cornice: 85 cm;
  • Altezza senza cornice: 93 cm;
  • Larghezza senza cornice: 68 cm;
  • Tecnica: olio su tela;
  • Epoca: fine XVI secolo (fine 500).

BIOGRAFIA

Andrea Meldolla, detto Andrea Schiavone o lo Schiavone (Zara, 1510/1515 – Venezia, 1º dicembre 1563), è stato un pittore e incisore italiano, attivo soprattutto a Venezia, uno dei protagonisti del Manierismo veneto.

Detto Schiavone per via del luogo di nascita benché la famiglia fosse originaria di Meldola, ebbe una formazione quasi da autodidatta formandosi sulle stampe del Parmigianino, del Tintoretto e di Francesco Salviati.

L’influenza che su di lui ebbe l’arte dei contemporanei Tiziano e Tintoretto è stravolta nel suo monumentalismo esasperato, nel suo stile enfatico e quasi espressionista che sarà esemplare per le successive sperimentazioni di Jacopo Bassano e Rembrandt.

Bisognerebbe considerare l’influenza di un altro pittore , Lorenzo o Pietro Luzzo, chiamato “Zarotto” che portò a Venezia gli spunti derivanti dalla pittura romana antica, protoimpressionista, in ambito Giorgionesco. Vedi in particolare il dipinto di Schiavone “incontro di un uomo e una donna”.

Tra le sue opere, l’Adorazione dei Magi (1547) alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, i Filosofi nella Biblioteca nazionale Marciana di Venezia, nella Chiesa dei Carmini a Venezia sono presenti sue tele sulle cantorie attuali, Caino e Abele (circa 1542) nella Galleria Palatina degli Uffizi e le ante dell’organo (circa 1550) per la chiesa di san Pietro a Belluno.

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