Paesaggi marini

Dipinti eseguiti con la tecnica del guazzo

Coppia di dipinti francesi eseguiti con la tecnica del guazzo, noto anche nella forma francese gouache, raffiguranti due paesaggi marittimi con barche e pescatori. Entrambi i quadri hanno inscritto il titolo alla base del dipinto, mentre solo uno dei due è firmato come spesso si usava fare con le coppie di guazzi.

Il guazzo è un tipo di colore a tempera reso più pesante e opaco con l’aggiunta di un pigmento bianco (per esempio biacca o gesso) mescolato con la gomma arabica (un tempo era preferita la gomma adragante).Il risultato è appunto un colore più coprente e più luminoso rispetto al normale colore a tempera.

Entrambe i dipinti sono in ottimo stato di conservazione.

Le misure del dipinto sono:

  • Altezza 17 cm senza cornice
  • Larghezza 19 cm senza cornice
  • Altezza 37 cm con cornice
  • Larghezza 40 cm con cornice
  • Tecnica: gouache
  • Epoca: XVIII secolo (‘700)

Paesaggi Marini – La nascita del genere

Una nuova concezione del paesaggio prende forma tra Settecento e Ottocento: la natura irrompe nell’arte e si rivela in tutta la sua maestosa energia. Cieli, mari, boschi, fiumi, vallate, alberi emergono dai fondali in cui erano confinati nei secoli precedenti per imporsi come protagonisti dei dipinti, mentre le figure umane diventano sempre più piccole fino a scomparire nell’immensità della natura.

Il paesaggio sino ad allora considerato un complemento del quadro, in breve tempo si affranca dai generi classici divenendo un genere a sè, in un processo simile a quello che era avvenuto nelle nature morte.

Il mare diviene uno dei soggetti favoriti dai pittori. Per secoli il mare era stato confinato agli sfondi decorativi, come il resto degli scenari naturali, e veniva raffigurato in modo piuttosto inverosimile.

Da allora gli artisti vedono nel mare l’emblema della libertà assoluta e della solitudine, il mare è capace di scatenare sentimenti forti e contrastanti, stupisce per la sua immensità e la violenza con cui si manifesta.

La poetica elegge il mare a simbolo della fuga dai vincoli sociali; il mare diviene luogo di assoluta libertà, ove sono possibili la riflessione introspettiva e l’indipendenza. L’assenza di limiti, che tanto spaventava la gente nei secoli precedenti, per i romantici assume un fascino senza pari.

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