• Benevolenza di Scipione

    Benevolenza Scipione ambito di Giovanni Sagrestani
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Benevolenza di Scipione

Olio su tela del XVIII secolo nell’ambito di Giovanni Camillo Sagrestani

Dipinto olio su tela del diciottesimo secolo (700), di scuola toscana, probabilmente nell’ambito del pittore Giovanni Camillo Sagrestani raffigurante “ la benevolenza di Scipione “. La tela si basa su un episodio della seconda guerra punica, narrato da Tito Livio e da Valerio Massimo. Publio Cornelio Scipione, noto come Scipione l’Africano, vincitore di Annibale in Africa, dopo la presa di Cartagine, nel 209 a.C., ricevette una bellissima vergine tra gli ostaggi, che gli fu consegnata personalmente. Ma egli, ascoltando le sue suppliche e mostrando tutta la sua benevolenza, la rispettò rimandandola ai genitori e al fidanzato, con l’unica raccomandazione che il suo promesso sposo, celtibero, si adoperasse per la pace tra Roma e Cartagine.
In questo dipinto, possiamo vedere Scipione L’africano con alle spalle il suo esercito festante con bandiere e stendardi ed ai sui piedi, portata da una giovane donna con il seno scoperto, una coppa d’oro.
Il quadro è di buone dimensioni, in buono stato di conservazione ed ha anche corredata da una bella cornice.

Le misure del dipinto sono:

  • Altezza con cornice: 69 cm;
  • Larghezza con cornice: 79 cm;
  • Altezza senza cornice: 55 cm;
  • Larghezza senza cornice: 67 cm;
  • Tecnica: olio su tela;
  • Epoca: inizio XVIII secolo (700).

BIOGRAFIA

Giovanni Camillo Sagrestani (Firenze, 1660 – Firenze, 1731).

Si formò a Firenze da Antonio Giusti e Romolo Panfi, poi viaggiò a Parma, Roma, Venezia e Bologna, dove entrò nella bottega di Carlo Cignani che ne influenzò lo stile. Nel 1690 tornò a Firenze e nel ’94 si iscrisse all’Accademia del Disegno, avvicinandosi ad alcuni antiaccademici come Alessandro Gherardini e Pier Dandini.

A partire da questi presupposti, con l’esempio del barocco francese e delle opere di Luca Giordano, portò avanti una pittura innovativa, in contrasto con lòa tradizione disegnativa fiorentina, fatta di tocchi rapidi e macchie di colore.

Le sue prime opere datate risalgono al 1720 (affresco e pala d’altare nella cappella di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi in San Frediano in Cestello), sebbene giuà dal 1707 gli siano attribuibili otto tele con Vita della Vergine in Santa Maria de’ Ricci a Firenze. Quattro tele attribuite al Sagrestani si trovano nella chiesa di Santa Maria della Fraternita a Foiano della Chiana.

Altre sue opere si trovano nella Chiesa di San Frediano in Cestello a Firenze. Altre opere attribuite al Sagrestani si trovano nella chiesa della Santissima Annunziata a San Giovanni Valdarno. Un’Assunzione della Vergine si trova a Nancy in Francia, nel Musée des Beaux-Arts.

Un’Incoronazione di Maria Assunta in Cielo con S. Tommaso d’Acquino si trova incastonata nel soffitto cassettonato della chiesa del Santissimo Sacramento di Portoferraio. Tra i suoi maggiori allievi Matteo Bonechi e Ranieri del Pace.

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